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Storia del capoluogo

La chiesa di eracleaIl primo nucleo del centro di Eraclea nacque intorno ai primi anni del 1700, quando Almorò Giustiniani Lolin, detto Alvise, ottenne dalla Repubblica di Venezia il territorio emerso e parte di quello paludoso sulla riva sinistra della Nuova Piave.
Nella zona dell’attuale piazza di Eraclea, viicino all’argine della Piave, il patrizio veneziano fece costruire una chiesa intitolata all’Immacolata e al Rosario.
Intorno alla chiesa si formò un villaggio, Grisolera, frazione della Podesteria Torcello sino alla fine della Serenissima (1797).
Il toponimo viene dall'abbondanza delle grisiole, le canne palustri grigio-brune che gli abitanti del luogo raccoglievano e trasformano in stuoie, utilizzate per chiudere gli accessi alle valli e per i tetti dei “casoni”, le caratteristiche abitazioni di agricoltori e pescatori.

La chiesa durante la costruzioneIl 4 ottobre 1728 divenne parrocchia. Il 15 maggio 1737 il vescovo di Venezia, Vincenzo Maria Diedo, fece la prima visita pastorale. Grisolera contava solo  595 “aneme”.

Nel 1806, con la nascita del Regno d'Italia di Napoleone Bonaparte, Grisolera diventò Comune.
Nel 1816, sotto il Regno Lombardo-Veneto degli Austriaci, venne  smembrata fra San Donà di Piave e Cavazuccherina (l’attuale Jesolo), perché aveva solo 1018 abitanti. Il I gennaio 1819 il Comune venne ricostituito con una frazione, Grisolera di Sotto. Nel periodo dell’amministrazione austriaca furono avviati i primi tentativi di bonifica.

Mappa di Eraclea CapoluogoNel 1866 il Veneto fu annesso al Regno d’Italia . L’opera di bonifica proseguì e con la Legge N. 195 del 22 marzo 1900 lo Stato intervenne attraverso i Consorzi di Bonifica per prosciugare le paludi.
Grisolera conobbe un lenta e graduale crescita economica, interrotta dalla Prima Guerra Mondiale .

Dopo la rotta di Caporetto del 24 ottobre 1917 migliaia di profughi si riversano nel sandonatese dalle zone del Tagliamento e del Livenza. Il Basso Piave diventò area ad altissimo rischio.
Grisolera, dove si insediarono le postazioni austriache, venne rasa al suolo dall'artiglieria italiana.
Centinaia di persone abbandonarono i paesi situati lungo la foce del fiume.
Ma 400 famiglie di Grisolera , alle quali non erano stati forniti i mezzi per fuggire, rimasero sul posto, assistite dal parroco Don Giovanni Ghezzo.

Grisolera uscì completamente devastata dal conflitto: il centro era ridotto a un cumulo di macerie, la popolazione dispersa. Neppure la chiesa si era salvata.
Il territorio , ancora una volta, era ridotto a una palude. L’esercito italiano aveva allagato le campagne per ostacolare i movimenti dei nemici e le idrovore erano state distrutte dagli Austriaci in ritirata.
Il paese trovò la forza di risollevarsi. Tra il 1920 e il 1940 ripresero i lavori di Bonifica , che strapparono alla palude fertili terreni agricoli.
Nel gennaio 1920 fu posta la prima pietra della nuova chiesa, progettata dall’architetto Giuseppe Berti. L’edificio, di stile basilicale, venne consacrato dal Patriarca Pietro La Fontaine il 10 maggio 1930 .

Panoramica di Eraclea

Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli abitanti del paese decisero di cambiare il nome “Grisolera”, sinonimo di un periodo di miseria e calamità di ogni tipo, riprendendo quello antico di Eraclea .
Il 4 novembre 1950 venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi intitolato “ Modificazione della denominazione del comune di Grisolera, in provincia di Venezia, in quella di Eraclea ”.

Data ultima modifica: 29 Dec 2016
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